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| IL NUOVO TESTO UNICO DI SICUREZZA SUL LAVORO. COSA CAMBIA DOPO IL D.LGS. N. 81/2008 |
| 05-06-2008 |
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Entrato in vigore il 15 maggio scorso, il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 - nuovo Testo Unico in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - ridisegna e riconduce a sistema organico tutta la lunga serie di norme stratificatesi nell'arco di quasi sessant'anni.
Questa nuova Guida pratica ne illustra le singole disposizioni, seguendo la medesima impostazione del T.U., con una sola deroga - funzionale alla migliore consultazione della parte più critica - condensa cioè in uno specifico capitolo, il tredicesimo, tutte le previsioni sanzionatorie a carico dei datori di lavoro e degli altri soggetti coinvolti che il Legislatore ha invece collocato alla fine di ogni singolo titolo.
Fornisce un'attenta analisi, in chiave attuativa, degli elementi di novità introdotti dalla suddetta normativa, quali ad esempio •l'ampliamento del campo d'applicazione in materia di salute e sicurezza (c.d. principio di effettività della tutela), •il rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze in azienda, •la rivisitazione e il coordinamento delle attività di vigilanza, •la revisione del sistema delle sanzioni e •l'eliminazione o semplificazione degli obblighi formali.
Il volume - partendo dai contenuti dei principi di delega delineati dalla l. n. 123/2007 - affronta e chiarisce così tutto il nuovo tessuto normativo, proponendo anche soluzioni interpretative di punti particolarmente controversi.
Arricchita da un CD-Rom contenente il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e la L. 3 agosto 2007, n. 123, realizzata da L. Pelliccia, Consulente e Ispettore del lavoro responsabile servizio ispezione direzione provinciale, l'opera si presenta articolata in 13 capitoli:
1. La delega per l'emanazione di un Testo Unico sulla sicurezza.
2. Il Testo Unico in materia di sicurezza: • La struttura del decreto legislativo • I prescritti passaggi istituzionali • I contenuti in sintesi • Norma transitoria, copertura finanziaria e disposizioni finali.
3. I principi comuni: • Le definizioni • Il campo d'applicazione • Il sistema istituzionale • Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro • La delega di funzioni • Gli obblighi per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti • Gli obblighi per i lavoratori • Obblighi per i lavoratori autonomi • Obblighi per altri soggetti • Il medico competente • Appalti, contratti d'opera e somministrazione • Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi • La valutazione dei rischi • Modelli di organizzazione e di gestione • Il servizio di prevenzione e protezione • Formazione, informazione e addestramento • La sorveglianza sanitaria • Gestione delle emergenze • Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori • Documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle malattie professionali • Sintesi delle disposizioni normative.
4. Luoghi di lavoro, uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale: • Disposizioni generali sui luoghi di lavoro • Requisiti di salute e di sicurezza • Gli obblighi del datore di lavoro in materia di luoghi di lavoro • Uso delle attrezzature di lavoro • Gli obblighi del datore di lavoro in tema di attrezzature • Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso • Informazione e formazione • Uso dei dispositivi di protezione individuale • Obblighi dei lavoratori • Impianti e apparecchiature elettriche • Sintesi delle disposizioni normative .
5. Cantieri temporanei o mobili: • Il campo d'applicazione e le definizioni • Obblighi del committente o del responsabile dei lavori • Obblighi del coordinatore per la progettazione • Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori • Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori • Obblighi dei lavoratori autonomi • Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti • Obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidat |
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| GLI INFORTUNI SUL LAVORO. DALL'ANALISI DELLE CAUSE ALLA LORO PREVENZIONE |
| 05-06-2008 |
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Qual è stato l'andamento degli infortuni sul lavoro negli ultimi dieci anni? E quanti sono oggi? Perché accadono?
Ma soprattutto: quali lavoratori, quali ambienti di lavoro, quali imprese sono più a rischio? Quali strategie preventive sono state attuate e quali sono auspicabili?
Sono queste le domande a cui il libro - secondo volume della serie "approfondimenti" realizzata da Transcrime per la Provincia autonoma di Trento nell'ambito dell'annuale Rapporto sulla sicurezza nel Trentino - intende rispondere con attenzione a diversi contesti geografici: internazionale, europeo, nazionale, regionale e provinciale. Si tratta della prima indagine di questo tipo nel nostro Paese.
Il lavoro è diviso in tre parti.
Il quadro internazionale ed europeo è esaminato nella prima, che fotografa il trend degli infortuni e ragiona sulle loro cause per poi passare in rassegna la normativa di riferimento e le migliori azioni preventive.
La seconda parte è dedicata all'Italia. Si riflette sui numeri, sui perché, sulle norme in vigore. In particolare, a livello nazionale, regionale e provinciale si traccia l'identikit del lavoratore, dell'impresa e dell'ambiente lavorativo a rischio. In chiusura si discutono le principali contromisure finora attuate.
Nella terza parte, attraverso interviste ad osservatori privilegiati, si cerca di capire come si caratterizza il fenomeno e cosa è stato fatto per prevenirlo in Provincia di Trento.
Nelle conclusioni del volume si suggeriscono rimedi innovativi da attuare a livello nazionale e locale.
scheda libro |
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| CITTÀ LATENTI. UN PROGETTO PER L'ITALIA ABUSIVA |
| 05-06-2008 |
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La città abusiva è il più vasto progetto collettivo mai realizzato nel nostro paese: la proiezione nello spazio di un certo modello famigliare, di un immaginario e di un'implicita politica di autoorganizzazione che hanno drammaticamente influenzato l'assetto urbano italiano, non solo nel Mezzogiorno.
Osservato da vicino nelle sue forme e nelle sue storie, questo paesaggio abitato ci svela che le sue attese di futuro si sono in realtà esaurite da tempo, dissolte nella domanda di qualità espressa dalla società contemporanea. La sua costruzione perennemente non finita testimonia - più che una curiosa modalità di crescita "aperta" - l'esplicito fallimento del disegno collettivo che a quel paesaggio è sotteso.
Città latenti è un'ipotesi di futuro per questo versante della città meridionale condotta a partire dai materiali - fisici e sociali - esistenti, che possono essere riattivati alla luce di una serie di inedite convenienze che proprio il fallimento del progetto iniziale sta diffusamente svelando nelle pieghe del territorio.
"Non sono solo dei territori, ma è un'intera porzione della nostra società che Federico Zanfi ci conduce a osservare. Qui vive una società molecolare che ha costruito uno spazio a sua immagine e somiglianza, senza rispettare regole che non fossero quelle individuali. Costringendoci a ragionare su quanto abbiamo tutti rifiutato di vedere, Città latenti descrive una condizione generale delle nostre società urbane; una formidabile metafora del nostro tempo." Stefano Boeri
"Per superare la città abusiva è necessario conoscere le sue patologie, distinguerle, mettere in campo strategie capaci di intersecare i comportamenti degli attori e di coinvolgerli nel cambiamento. La costruzione concreta di ponti stabili tra l'interesse individuale e quello collettivo è possibile solo mettendo insieme capacità di ascolto ed immaginazione, disponibilità ad apprendere e determinazione. Città latenti è una riflessione che va oltre l'opposizione tra il razionalismo repressivo del moderno e l'apologia postmoderna dell'autocostruzione e propone di innescare il riformismo dell'intelligenza." Francesco Cassano
"La città abusiva è una delle forme più gravi del disordine sociale e istituzionale italiano: omissioni, ritardi, errori, deliberato lasciar fare al peggio, come oggi è ben documentato dalla crisi dei rifiuti in Campania e dall'estensione raggiunta dal degrado ambientale. Capire da quali radici provenga la città abusiva e quali costi sociali imponga è un tema prioritario per l'analisi della nostra società, anche e soprattutto in rapporto ai vincoli e ai deficit che questo tipo di città implica con riguardo agli sviluppi futuri." Carlo Donolo
SCHEDA LIBRO |
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| CAMPANIARCHITETTI - RIFLESSI DELL'ARCHITETTURA DI JORGE CRUZ PINTO. |
| 30-05-2008 |
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L'associazione CampaniArchitetti organizza a Nola la manifestazione "Maggio dell'Architettura", con il patrocinio dell'Assessorato ai Beni Culturali. L'occasione rappresenta la volontà di promuovere il dibattito con l'opinione pubblica e con le amministrazioni locali sui principi culturali, etici, estetici ed economici che governano le trasformazioni urbane e per riportare l'attenzione su una professione che storicamente ha avuto il ruolo di migliorare la qualità della vita nelle nostre città.
All'interno degli incontri previsti in programma, il giorno venerdì 23 Maggio 2008 si è tenuto una conferenza con il Prof. Jorge Cruz Pinto dell'Università di Lisbona sul tema "Immaginario, luogo e architettura; in tale occasione EDILBASE.com ha svolto un'intervista all'architetto di Lisbona ponendogli il quesito riguardante " il rapporto tra architettura progresso tecnico e arte".
Il Prof. PINTO ha risposto alla domanda con alcune riflessioni riguardanti la tensione critico e professionale che un architetto mette in campo, secondo la sua teoria di progetto dell'architettura, per adempiere al ruolo di creatore dello spazio: nelle teorie espresse dall'architetto PINTO emerge fortemente la concezione che l'architetto è colui che delimita lo spazio attraverso un recinto che basa le proprie fondamenta sulla storia del luogo, sulle memorie che in esse vivono, sugli archetipi morfologici e compositivi che vengono espressi dalle stratificazioni di un territorio.
All'interno di questa concezione l'architetto Portoghese pone la questione della forma come sintesi dei valori che vengono messi in campo per determinare lo spazio architettonico inteso come involucro all'interno del recinto. In questa ricerca della sintesi della forma, il Prof. PINTO ritiene necessario che l'architetto si ponga criticamente facendo sue le questioni riguardanti la storia dei luoghi in cui egli va ad operare, riconoscendone anche forme archetipe che permetteranno di creare nuove forme come rielaborazione critica del già prodotto della storia di quel territorio.
Anche il riconoscere materiali e tecnologie del luogo da portare all'interno del proprio processo progettuale, diventa strumento di sintesi per la creazione di nuove forme dell'architettura.
In questa concezione dell'opera architettonica il Prof. PINTO fa emergere il suo pensiero di architetto non legato al conformismo formale legato alla moda dei tempi, ma coscenzioso della necessità di ricreare lo spazio dell'architettura secondo forme non prestabilite, ma nate attraverso un processo costruttivo di materiali diversi provenienti dalla storia di quel territorio e dai valori sentimentali e della memoria espressi dalla cultura di quel luogo.
In questi termini la funzione, secondo l'architetto PINTO, al quale uno spazio architettonico organizzato deve sempre rispondere, non necessariamente fa corrispondere ad una forma prestabilita; anzi l'architetto Portoghese sottolinea che questo atteggiamento estremamente razionale sostiene banalmente ad una creazione di forma senza il criterio della sintesi che invece rappresenta il giusto processo della creazione dell'architettura.
All'interno di queste considerazioni l'architetto PINTO fa emergere la propria teoria del processo architettonico riconducendola a cinque principi fondamentali, o sensi come egli tiene a dire:
il senso tecnico come approccio ai vincoli del luogo in cui si interviene con tutte le problematiche normative ad esso riconducibili; il senso poetico come capacità narrativa nell'organizzazione ritmica dello spazio, attraverso la sintesi di valori formali, archetipi e culturali; il senso estetico come interpretazione della sintesi formale del recinto dello spazio; il senso critico ed etico come interpretazione valoriale della natura del luogo con tutta la sua struttura e morfologia.
In tutto questo traspare anche un'immagin |
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| URBANDESIGNFEST: CONCORSO DI DESIGN COLLETTIVO PER COMUNICARE IN CITTÀ. |
| 27-05-2008 |
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Il Comune di Pavia su iniziativa dell'Assessorato Coordinamento Politiche Giovanili organizza un concorso di idee dal titolo Urban Design Fest - Comunicare in città. Il Concorso, è rivolto ai giovani che non abbiano superato il trentesimo anno di età e ha come obiettivo la realizzazione di un oggetto di arredo urbano che risponda efficacemente ai bisogni di comunicazione presenti nella realtà di Pavia e che si inserisca inoltre armoniosamente nel contesto architettonico tipico della città.
Si distinguono due gruppi di partecipanti: i creativi saranno i portavoce delle esigenze comunicative presenti a Pavia e le tradurranno secondo le forme espressive a loro più consone (poesia, musica, disegno, ecc.); questi elaborati avranno lo scopo di ispirare il secondo gruppo di partecipanti, i designer, che dovranno progettare un oggetto dotato di valore artistico, ma soprattutto di funzionalità.
Una festa-evento, entro novembre 2008, segnerà la conclusione del concorso, con la premiazione dei lavori migliori che avranno in questa sede particolare visibilità.
E' intenzione del Comune di Pavia destinare il progetto vincitore, che deve rispettare ovviamente le necessarie caratteristiche di fattibilità tecnica, ad un successivo Bando di appalto-concorso destinato alle imprese locali o comunque del settore, per la realizzazione in alcuni esemplari che arrederanno la città a testimonianza dell'opera collettiva a cui Urban Design Fest avrà dato vita.
Nuovi arredi urbani per comunicare in città. Per i giovani, dai giovani.
La Scadenza per la presentazione sarà il 30 settembre per i creativi e il 31 ottobre per i designer.
Collegati a URBANDESIGNFEST |
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| XIII CONGRESSO NAZIONALE ASSOBETON "LA PREFABBRICAZIONE NELLA CITTÀ DEL FUTURO" |
| 22-05-2008 |
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ASSOBETON, con il XIII Congresso nazionale si propone di fornire una panoramica sul comparto, con focus sul ruolo della prefabbricazione in calcestruzzo nell'urbanistica delle nostre città. L'attenzione oltre che al presente, si rivolge sempre più al futuro del settore.
BAVENO (VB) - ASSOBETON, l'Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi aderente a CONFINDUSTRIA, con il XIII Congresso Nazionale, si propone di fornire un quadro sul comparto della prefabbricazione ed arrivare ad avere una panoramica completa sia sulla situazione attuale sia sulle sfide che lo caratterizzeranno nel prossimo decennio.
Il tema "La prefabbricazione nella città del futuro" vuole essere un punto di partenza che permetta poi di affrontare tutte le questioni che riguardano il ruolo della prefabbricazione in calcestruzzo nell'ambito dell'urbanistica della città di oggi e di domani, a partire dal progetto fino alla realizzazione concreta.
I recenti riscontri dell'Osservatorio di ASSOBETON hanno, infatti, da un lato evidenziato la rilevanza della prefabbricazione nel settore delle costruzioni, ma dall'altro hanno altresì segnalato che, in taluni comparti di questo settore, la prefabbricazione viene spesso utilizzata in modo limitato dai progettisti, a causa di una sostanziale scarsa conoscenza delle sue proprietà e dei vantaggi che può offrire rispetto ad altre tipologie di intervento e tecnica costruttiva.
Unitamente a ciò, è da segnalare l'atipicità del comparto a livello dimensionale nel nostro Paese. Sino a pochi anni fa, infatti, la prefabbricazione era per lo più rappresentata da centinaia di micro-realtà e solo da un limitato numero di aziende di dimensioni maggiori, presenti sul territorio nazionale con più di uno stabilimento.
Una situazione che, secondo le rilevazioni ASSOBETON, sta gradualmente modificandosi a favore di aggregazioni societarie e gruppi sempre più consistenti. Una tendenza, in atto da tempo in Europa, che trova spiegazione principalmente nella crescente competitività interna al settore e che porta le grandi imprese strutturate ad essere sempre più performanti.
Lo scenario normativo, che è andato trasformandosi completamente nel corso degli ultimi anni con una rapidità mai registrata in passato, ha avuto poi sicuramente un ruolo rilevante in questo contesto, richiedendo un adeguamento estremamente rapido da parte dei player del mercato.
Ma quali saranno le reali novità e le sfide per gli operatori del comparto della prefabbricazione nei prossimi anni? La due giorni del Congresso vuole essere innanzitutto un momento di sintesi dedicata alle trasformazioni del contesto normativo sempre più orientato verso prestazioni sofisticate che noi, molto più di altri, attraverso il nostro processo industriale, siamo in grado di garantire.
Inoltre, il Congresso affronta il fondamentale aspetto di come riuscire a condividere con tutta la filiera del costruire le scelte di qualità e di sostenibilità che danno valore ai nostri prodotti e, quindi, all'opera nel suo insieme.
ASSOBETON candida, pertanto, il prefabbricato a conquistare quel ruolo di attore protagonista sul palcoscenico del futuro delle metropoli.
Il tutto valorizzando i temi della sostenibilità e della sicurezza, intrinseci nella nostra tecnologia, che stanno assumendo rilevanza crescente, soprattutto in una logica temporale di lungo periodo.
Con questa edizione del nostro Congresso - commenta il Presidente di ASSOBETON Renzo Bullo - ci proponiamo di sviluppare le tematiche relative alla prefabbricazione a 360 gradi. L'obiettivo è quello di mostrarne i vantaggi reali e le possibili applicazioni in ambito progettuale, con particolare attenzione all'urbanistica della città, per lo sviluppo della quale le enormi potenzialità del prefabbricato sono state talvolta |
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| SPAZIO FMG PER L'ARCHITETTURA: MOSTRA NEW URBAN ECOLOGIES |
| 20-05-2008 |
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MOSTRA
NEW URBAN ECOLOGIES
Ecosistema Urbano (Madrid)
Elastico (Torino-Pordenone)
Ma0 (Roma)
NL Architects (Rotterdam)
a cura di Luca Molinari con Simona Galateo
Spazio FMG di FMG Fabbrica Marmi e Graniti ospita dal 21 maggio al 21 giugno la mostra New Urban Ecologies, nuove forme di ecologia urbana e sociale attraverso i progetti di quattro autori emergenti europei: Ecosisistema Urbano (Madrid), NL Architects (Rotterdam), Ma0 (Roma) ed Elastico (Torino-Pordenone). La mostra, a cura di Luca Molinari, sviluppa il tema dell' architettura come speranza - ovvero come contributo concreto per lo sviluppo sostenibile del territorio - ché è una delle tematiche chiave del XXIII Congresso Mondiale dell'Architettura che vede FMG Fabbrica Marmi e Graniti presente in qualità di main sponsor.
"Ecosisistema Urbano (Madrid), NL Architects (Rotterdam), Ma0 (Roma) ed Elastico (Torino-Pordenone) presentano quattro progetti in cui la sperimentazione porta ad una nuova interpretazione dello spazio collettivo, in cui si confrontano nuove forme urbane di aggregazione, capaci di lavorare su più dimensioni come quella ecologica nel risparmio e nell'innovazione dell'uso dello spazio e delle risorse. Con New Urban Echologies si lancia un modo più complesso e allargato di leggere la parola ecologia per la città del domani". Commenta Luca Molinari, architetto e critico, curatore dello Spazio FMG per l'Architettura.
In mostra il progetto di un ecoboulevard nella periferia di Madrid (Ecosistema Urbano), una strada/paesaggio di Rotterdam aperta alle nuove comunità e ai giovani(NL Architects), nuovi insediamenti urbani e abitativi ad Almere in olanda (Ma0), la realizzazione di spazi pubblici per il mercato e le feste a Budola (Elastico) per offrirci sguardi diversi e nuovi di pensare la città del prossimo futuro.
· Ecostistema Urbano - Progetto: Ecoboulevard. Il progetto consiste in un ampio boulevard, lungo ben 550 metri e largo 50, in cui campeggiano tre grandi "alberi d'aria", prodotto di un'architettura leggera e bioclimatica, che utilizza materiali riciclati e riciclabili. Nello specifico si tratta di tre padiglioni cilindrici dedicati a diverse attività pubbliche: uno é a carattere ludico, uno climatico ed uno mediatico.
· MA0 - Progetto Urbanistico per la città di Almere in Olanda. Verrà costruita una rete di corridoi ecologici che attraversano la città. Il piano urbanistico curata dallo studio Mao è basato sul concetto ‘people make the city‘, ovvero sono le stesse persone a inventarsi la città che va bene per loro.
· NL Architects - una strada/paesaggio di Rotterdam aperta alle nuove comunità e ai giovani che riutilizza l'ampia area di un sottopasso, malfamata e in disuso, e la ristrasforma un una somma di spazi dedicati allo svago e all'attività per i giovani, bar e locali, spazi dedicati allo sport e.
· Elastico SpA - La realizzazione di spazi pubblici per il mercato e le feste a Budoia (Udine). L'area di progetto reinterpreta i mazaron, cumuli di sassi raccolti lungo i confini dei campi o bordi di proprietà e crea uno spazio pubblico dedicato ai festeggiamenti alle rappresentazioni e ai mercati locali. L'utilizzo di materiali e risorse naturali locali vicini al luogo di costruzione è a basso impatto ambientale
Spazio FMG si propone come punto di incontro e di confronto per architetti, studenti e appassionati di architettura e design. Spazio FMG è in collaborazione con il Corriere della Sera e con il patrocinio del Comune di Milano.
Ufficio stampa Spazio FMG:
OTTO - Sara Resnati, Enrico Zilli, Tel. 02.89410320 e.zilli@ottoidee.it
www.spaziofmg.com
[url=http://evolvingstones.irisfmg.com/index_it.html |
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| ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA: RAPPORTO DAL TERRITORIO 2007: SINTESI DELL'ITALIA IN CAMBIAMENTO |
| 20-05-2008 |
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A Roma il 28 maggio la comunità scientifica analizza lo stato della pianificazione urbanistica e del governo del territorio
RAPPORTO DAL TERRITORIO 2007: SINTESI DELL'ITALIA IN CAMBIAMENTO
L'Istituto Nazionale di Urbanistica, ospite della Società Geografica Italiana a Villa Celimontana, presenta la quarta edizione del Rapporto dal Territorio (RdT): un appuntamento biennale divenuto consueto per la cultura urbanistica italiana e gli operatori del settore.
Il volume - curato da Pierluigi Properzi - offre il monitoraggio delle complesse vicende pianificatorie in atto in Italia, proponendo una lettura innovativa dello stato del territorio attraverso i piani e le politiche urbane e territoriali. L'obiettivo è quello di andare al di là della "dimensione puramente quantitativa e classificatoria" della pianificazione.
" Il Rapporto 2007 - dichiara Federico Oliva, presidente Inu - è un prodotto culturale di qualità, che conferma la tradizione di un'opera, finora ineguagliata, capace di documentare in forma sintetica la prospettiva riformista della pianificazione italiana. Secondo tale visione, il RdT può rivelarsi uno strumento di lavoro molto valido, non solo per coloro che si occupano del territorio italiano per motivi didattici, di studio o professionali, ma anche per coloro che hanno compiti di direzione politica o legislativa, regionale o nazionale".
La pubblicazione, edita dall'Istituto Nazionale di Urbanistica "che si è fatto carico - afferma Properzi - di quello che in altri paesi è un compito istituzionale", è una summa per la quantità di dati, indagini e ricerche, costruita per l'approfondimento critico, ma anche una sintesi del cambiamento, un'istantanea inedita dell'Italia restituita attraverso le opinioni di testimoni autorevoli.
L'occasione per la presentazione del RdT alla comunità scientifica, il prossimo 28 maggio, è il seminario annuale che l'INU tiene per discutere partendo da una serie di indicatori sintetici di: pianificazione, dotazione ambientale, coerenza territoriale, sviluppo, dotazione infrastrutturale, coesione istituzionale.
L'evento propone un incontro disciplinare - con il coordinamento di Elio Piroddi de La Sapienza, Università di Roma - a cui partecipano Federico Oliva, Pierluigi Properzi e Simone Ombuen dell'Inu, insieme a Gaetano Fontana, Direttore ANCE, per commentare l'opera attraverso il contributo di alcuni studiosi fra i più avvezzi a redigere in Italia rapporti di valore altamente scientifico: Franco Salvatori, SGI; Giuseppe Roma, Censis; Edoardo Zanchini, Legambiente; Oriano Giovanelli, Legautonomie; Walter Tortorella, Cittalia - ANCI Ricerche; Piergiorgio Landini, Università G. d'Annunzio, Pescara; Attilia Peano, Politecnico di Torino; Michele Talia, Università di Camerino; Attilio Belli, Università Federico II, Napoli.
Il volume, di oltre 400 pagine, la cui stesura si compone 9 capitoli e 3 parti, sarà distribuito alla stampa e ai rappresentanti del mondo scientifico, che avranno piacere di partecipare all'evento.
L'INU - Istituto Nazionale di Urbanistica - è un Ente di diritto pubblico "di alta cultura e di coordinamento tecnico
giuridicamente riconosciuto", fondato nel 1930 per promuovere e diffondere i princìpi della pianificazione, la ricerca nei
diversi campi di interesse dell'urbanistica, l'aggiornamento continuo e il rinnovamento della cultura e delle tecniche
urbanistiche, la diffusione di una cultura sociale sui temi della città, del territorio, dell'ambiente e dei beni culturali.
Presidente Federico Oliva, presidente onorario Giuseppe Campos Venuti.
Per informazioni stampa Mila Sichera, Ufficio stampa Urbit, cell. +39 339 6751084, E-mail: [mail=ufficios |
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| PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA : ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE E ALTO RENDIMENTO ENERGETICO. |
| 20-05-2008 |
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E' attivato un programma innovativo in ambito urbano denominato "Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile", al quale è destinato un finanziamento statale pari a 280 milioni di euro , a cui si aggiungono cofinanziamenti regionali da confermare per complessivi 84 milioni di euro e cofinanziamenti comunali in misura pari ad almeno il quattordici per cento del finanziamento complessivo Stato-regione in relazione a ciascuna proposta di intervento;
questo programma è finalizzato a incrementare la disponibilità di alloggi da offrire in locazione a canone sostenibile nonché a migliorare il sistema infrastrutturale dei quartieri con forte disagio abitativo. I programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile perseguono la finalita' di incrementare la disponibilita'di alloggi da offrire in locazione a canone sostenibile nonche' di migliorare l'equipaggiamento infrastrutturale dei quartieri caratterizzati da condizioni di forte disagio abitativo.
I programmi prevedono il recupero o la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale mediante iniziative attivate sia da operatori pubblici (comuni ed ex Iacp comunque denominati) che da operatori privati (imprese, cooperative, fondazioni, ecc.) da destinare sia alle fasce sociali in possesso dei requisiti per l'accesso al sistema dell'edilizia residenziale pubblica, sia a categorie di cittadini che superano i limiti di accesso all'edilizia residenziale pubblica ma che si trovano comunque in condizioni di disagio abitativo destinando, a tal fine, una quota non inferiore al 50 per cento del costo complessivo di ciascuna proposta.
I programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile contribuiscono all'incremento della dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati mediante la realizzazione di urbanizzazioni secondarie a servizio delle unita' abitative da realizzare o recuperare.
Gli alloggi realizzati o recuperati da operatori privati andranno comunque locati a canone agevolato, che dovra' risultare non superiore al 70% del canone concordato calcolato ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e comunque non inferiore al canone di edilizia pubblica vigente in ciascuna regione e provincia autonoma, per una durata non inferiore a 25 anni.
Inoltre i programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile sono predisposte dai comuni e dovranno essere in conformita' agli strumenti urbanistici vigenti o adottati individuando un ambito di intervento all'interno del quale le opere da finanziarie risultino inserite in un sistema di relazioni disciplinato da idoneo piano attuativo (piano di recupero o piano equipollente).
Ciascuna proposta di intervento potra' essere oggetto di cofinanziamento pubblico (Stato/regione) fino ad un massimo di 10 milioni di euro;
il costo complessivo di ciascun programma non potra' essere inferiore a 1,5 milioni di euro nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e a non meno di 5 milioni di euro per i comuni superiore a 15.000 abitanti;
E' importante sottolineare che gli alloggi da realizzare o da recuperare devono raggiungere un comportamento prestazionale, in termini di rendimento energetico, superiore almeno del 30 per cento di quello previsto dalla vigente normativa. A tal fine andranno ricercate soluzioni progettuali, preferibilmente di tipo passivo e bioclimatico, in grado di limitare il fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadro di superficie utile (necessario per riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria ed illuminazione) di almeno il 30 per cento rispetto ai valori riportati dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, cosi' come modificato dal decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311.
Ministero Delle Infrastrutture
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| MOSTRA A TORINO: PASSEGGIANDO NEL DESIGN. |
| 16-05-2008 |
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Passeggiando nel Design è la mostra all'aperto organizzata dalla Città di Torino e "2008 Torino World Design Capital", e" si propone di diffondere una nuova concezione di design, sottolineandone il carattere democratico e la presenza costante nella vita quotidiana; si svolge lungo un percorso attraversando i portici di Via Po e Piazza Vittorio Veneto fino al 31 dicembre 2008. Il fine è quello di avvicinare i cittadini al mondo del design, con la rassegna del design italiano e internazionale declinato in 80 oggetti cult come la penna Bic, il rasoio Gillette o l'iPod della Apple, mescolando prodotti e periodi con la creazione di un percorso avvincente e spettacolare.
Passeggiando nel Design |
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