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| FINANZIAMENTI DELLA REGIONE LIGURIA PER LA BIOEDILIZIA |
| 03-06-2006 |
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| Una quota parte dei 2,5 milioni di euro sono stati inseriti nel bilancio regionale per il co-finanziamento di interventi di riqualificazione energetica dell'edilizia scolastica e fino ad 1 milione di euro da destinare quale co-finanziamento aggiuntivo degli interventi di edilizia residenziale sociale per rispondere ai criteri di edilizia sostenibile. Sono questi alcuni degli impegni della Giunta per l'anno in corso per la promozione dell'edilizia sostenibile che sono stati presentati dall'assessore regionale alle Politiche Abitative, Maria Bianca Berruti nel corso del convegno sulla bioedilizia tenutosi sabato 27 maggio, nell'ambito della mostra Energetica in corso alla Fiera del Mare di Genova. Al convegno, oltre all'assessore regionale Berruti sono intervenuti Gabriella Minervini, direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria, Luigi Lagomarsino, docente alla Facoltà di Architettura di Genova, Marco Brambilla dell'Associazione Arché Italia e Giuseppe Sorgente responsabile del settore programmi urbani complessi della Regione Liguria. |
| vedi anche: http://www.ligurianotizie.it |
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| MERCATO IMMOBILIARE: A MILANO È CRISI ANNUNCIATA NEL MEDIO TERMINE |
| 03-06-2006 |
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Si è svolto oggi a Milano il convegno dal titolo "Il futuro del mercato immobiliare", nel quale gli operatori del settore hanno delineato il panorama italiano ed internazionale di breve e medio termine. Nel corso dell'incontro sono stati illustrati i dati relativi all'evoluzione del mercato, l'andamento della crescita degli operatori specializzati nel "real estate" e le strategie che guideranno l'intermediazione immobiliare nei prossimi anni. Il convegno - che si è svolto al Palazzo dei Giureconsulti di piazza Mercanti - è stato sponsorizzato da RE/MAX Italia, il gruppo americano leader del franchising immobiliare.
"Attualmente gli operatori del settore immobiliare superano quota 100 mila - per un totale di 30 mila agenzie presenti su territorio nazionale - e oltre 7.500 operano in franchising", spiega Giovanni Cozza, analista di RE/MAX, sottolineando che in Italia il franchising rappresenta il 20% dell'intermediazione immobiliare e registra tassi di crescita costanti (+6,5% nel 2005 in rapporto all'anno precedente).
Dal rapporto sul "Mercato immobiliare lombardo" realizzato da Centredil Ance Lombardia e Scenari immobiliari emerge in buono stato del settore in Lombardia, regione che si colloca così in pole position in Italia e terza nella classifica europea per capitale investito.
Ma dopo anni di crescita senza fine del prezzo della case, soprattutto nel capoluogo lombardo, quali sono le tendenze del mercato immobiliare per la città di Milano? Per esaminare la specificità milanese, l'analista di RE/MAX suddivide il mercato immobiliare in tre fasce di appartenenza: alta, media e bassa.
"Le intermediazioni di immobili di pregio stanno già subendo un drastico rallentamento a causa delle diverse aspettative degli attori del mercato: i compratori scommettono su un forte ridimensionamento delle quotazioni, mentre gli operatori hanno aspettative rialziste e questa contraddizione deprime le quotazioni", precisa l'analista. Leggermente diversa la situazione per gli immobili di fascia media. "Qui la situazione è piuttosto effervescente, soprattutto per le nuove costruzioni che stanno sorgendo a sud della metropoli. Nel medio termine è plausibile prevedere un assestamento delle quotazioni che si tradurrà probabilmente in lieve calo dei prezzi", continua Cozza. Più stabile la situazione degli immobili di fascia bassa, dove anche le nuove costruzioni non sembrano ancora registrare segnali di crisi. Gli immobili di fascia bassa hanno prezzi tutto sommato contenuti, ma se la crisi dovesse davvero investire l'intero settore immobiliare, anche i prezzi delle case di tipo economico potrebbero in prospettiva scendere di qualche punto percentuale.
Infine, secondo gli specialisti, il recente cambio di governo della città non dovrebbe cambiare troppo le carte in tavola per il settore immobiliare milanese e gli operatori non sembrano farsi eccessivamente condizionare dalle promesse di nuove costruzioni (oltre 40 mila per la precisione) fatte dal Sindaco Moratti nel corso della campagna elettorale. "Più che le promesse conta il cambio di clima più o meno favorevole agli investimenti immobiliari", conclude Cozza. |
| vedi anche: http://www.helpconsumatori.it |
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| GRUPPO DEL DUBAI COMPRA NUMERO 2 USA DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE |
| 02-06-2006 |
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| Emaar Properties, società a più alta capitalizzazione del listino degli Emirati Arabi, ha acquisito l'americana John Laing Homes, numero 2 dell'edilizia residenziale, per 1,05 miliardi di dollari cash. L'accordo è stato già approvato dai Cda e dalla Commissione per gli Investimenti esteri del governo Usa e porterà ad uno dei maggiori sviluppi immobiliari del segmento a livello mondiale. Lo ha reso noto la stessa Emaar. La John Laing fattura 1,6 miliardi di dollari l'anno e ha contratti chiusi per 2.891 case residenziali. Con il nuovo azionista arabo resterà l'Ad attuale Larry Webb. |
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| CHIARIMENTI E PRECISAZIONI RIGUARDANTI LE MODALITÀ APPLICATIVE DEL DLGS 19 AGOSTO 2005, N.192. |
| 30-05-2006 |
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Chiarimenti e precisazioni riguardanti le modalità applicative del Dlgs 19 agosto 2005, n.192 di attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia.
Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 158/L alla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 222, del 23 settembre 2005 (nel seguito il decreto legislativo n. 192/05), ha introdotto modifiche al preesistente quadro legislativo concernente le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti termici.A seguito di segnalazioni ricevute da parte degli operatori interessati e dalle associazioni degli utenti, affinché possa essere data un'applicazione uniforme delle norme, la Direzione Generale per l'energia e le risorse minerarie ritiene opportuno chiarire e precisare, con la presente circolare, le modalità applicative di alcune disposizioni del decreto legislativo n. 192/05.
Testo Circolare |
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| ASSEGNATO ALLA VAL BAVONA IL PREMIO CARLO SCARPA PER IL GIARDINO |
| 26-05-2006 |
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E' stato assegnato alla Val Bavona, area in territorio svizzero a nord ovest del Ticino di 124 chilometri quadrati ed in cui vivono 830 persone, il diciassettesimo premio internazionale ''Carlo Scarpa per il Giardino'', promosso dalla Fondazione Benetton. Il riconoscimento è stato consegnato il 13 maggio u.s. nel corso di una cerimonia pubblica che ha concluso un seminario sul rapporto tra il paesaggio, le comunita', la memoria e la qualita' della vita. ''Si tratta - come sottolineava il presidente della Fondazione, Domenico Luciani - dell'unico premio al mondo dedicato ad un luogo e volto a riconoscere il lavoro delle persone e delle comunita' che negli anni hanno saputo difendere e valorizzare la qualita' dei propri luoghi di vita contro atteggiamenti e spinte poco rispettose del paesaggio e piu' sensibili alle logiche dello sfruttamento dei patrimoni di natura e di memoria''. In val Bavona, una valle glaciale a forma di ''U'' alquanto inospitale sia per l'instabilita' meteorologica sia per la presenza di appena l'1,7% della superficie favorevole alla coltivazione, vivono oggi dodici frazioni chiamate ''terre'' in cui la popolazione giunge solo nei sei mesi piu' caldi dell'anno. La legge svizzera, infatti, vieta la permanenza in tali siti nel periodo piu' piovoso a causa dei frequenti episodi di frane e smottamenti, oltre a fenomeni di alluvioni e di straripamenti dei corsi d'acqua. Nonostante cio' e l'assenza di servizi essenziali, come, su tutti, la distribuzione di energia elettrica, nella valle continuano a ritornarvi da alcuni secoli coloro che si sentono ''indigeni'' e che, a tutela delle radici e della memoria, hanno organizzato una serie di modelli di vita particolarmente attenti all'aspetto originario del paesaggio e comunque tali da garantire, attraverso l'agricoltura e la pastorizia, un'economia sufficiente ai loro bisogni. La popolazione, e' stato anche spiegato, non invecchia e rappresenta ''la testa avanzata di un movimento che, da qualche anno, si sta diffondendo in varie zone del mondo civilizzato e che, per l'attenzione riservata ad un modello di vita piu' orientato ad una scansione del tempo piu' lenta, testimonia che tutto questo non e' piu' solo un'esclusiva delle organizzazioni ecologiste''. ''Un movimento storicista ed antropologico - ha spiegato Luciani - che ci indica, ad esempio, una via alternativa per la vita nell'arco alpino sganciata dal semplice sfruttamento turistico'' |
| vedi anche: http://www.ansa.it |
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| DECEDUTO LAVORATORE 21ENNE DI APRICENA CADUTO A SETTEMBRE 2005 DAL PONTEGGIO DI UN CANTIERE |
| 09-05-2006 |
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DECEDUTO DOPO UN CALVARIO DURATO NOVE MESI IL LAVORATORE EDILE 21ENNE DI APRICENA caduto nel settembre 2005 da un ponteggio allestito per la ristrutturazione della facciata di una civile abitazione. L'assunzione del giovane risultava regolarmente registrata ma si attendono le risultanze delle indagini dell'Inail sull'attivazione dei dispositivi di sicurezza a norma di legge. Il 21enne, precipitato da un'altezza di tre piani, aveva subito un forte trauma facciale ed era entrato in coma. La morte è intervenuta a causa di complicanze mentre era ricoverato presso l'ospedale di Imola, dopo una prima degenza a San Giovanni Rotondo.
"Alla famiglia del giovane lavoratore vanno le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza", afferma Giovanni Tarantella, segretario provinciale della FILLEA CGIL di Capitanata. "Quella degli infortuni nei cantieri edili è purtroppo una guerra spesso dimenticata. Nel 2005 in Italia sono state 191 le vittime e migliaia gli infortuni, spesso menomanti. E i casi denunciati all'Inail solo sono una parte perché fotografano solo il lavoro ufficiale, legale, e non considerano i tanti casi di infortuni che interessano la vastissima area del sommerso, con lavoratori in nero e quindi non assicurati. Un dato purtroppo ben diffuso nella nostra provincia, dove altra pratica attuata dalle aziende è quella di pagare la giornata al lavoratore che se ne sta a casa pur di non denunciare l'infortunio all'Inail".
"Occorre -conclude Tarantella- rilanciare l'azione di formazione e informazione, aumentare la prevenzione e i controlli, rafforzare le iniziative comuni tra parti sociali e istituzioni. Le proposte del sindacato sono note, dal Durc agli osservatori. Ad esempio è indispensabile che in provincia di Foggia sia dia seguito all'accordo sugli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale, che vengono eletti o designati nell'ambito delle rappresentanze sindacali unitarie all'atto della costituzione delle Rsu. E' insomma arrivato il momento di dare seguito a una battaglia sulla carta da tutti condivisa, quella per la sicurezza e la qualità del lavoro, per evitare altre tragedie come quella che ha colpito un giovanissimo lavoratore di Apricena e la sua famiglia. E' assurdo che nei cantieri le cause degli infortuni sono le stesse di 50 anni fa". |
| vedi anche: http://www.cgilfoggia.it |
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| VARESE: STADIO E PALAGHIACCIO, IL COMUNE CERCA PROGETTI |
| 24-04-2006 |
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Stadio e cittadella del ghiaccio: il Comune di Varese, come anticipato in sede di presentazione del bilancio di previsione, ha emanato gli avvisi pubblici di finanza di progetto per i due interventi, inseriti nei documenti di programmazione dei lavori pubblici. Il termine per la presentazione e il deposito dei progetti è il 30 giugno prossimo (per dettagli nei due avvisi: bando stadio e bando palaghiaccio).
Per quanto riguarda lo stadio, l'avviso è riferito «all'ambito delle aree attualmente occupate dallo stadio comunale "F.Ossola"e relative pertinenze site in località Masnago. La proposta progettuale deve prevedere la riqualificazione e/o il rifacimento dello stadio comunale, finalizzando tali opere al completo soddisfacimento delle vigenti normative in materia di sicurezza degli impianti sportivi nonché prevedendo interventi atti a rendere economicamente sostenibile gli oneri di realizzazione e gestione futura dell'impianto sportivo».
Per l'altra struttura sportiva: «L'intervento previsto è denominato: "Realizzazione cittadella dello sport museo tematico dello sport del ghiaccio e ristrutturazione del palazzo del ghiaccio di Varese" (immobile nel quale trovano sede una piscina coperta e la pista per gli sport su ghiaccio) e si articola su diversi interventi. Il principale è finalizzato alla messa a norma dell'impianto esistente, con particolare riferimento all'adeguamento statico della struttura di copertura, con possibilità di diverso utilizzo degli spazi e razionalizzazione degli stessi, anche mediante creazione di nuovi ambienti ed impianti, suscettibili di rendere economicamente sostenibile la realizzazione e gestione futura dell'impianto sportivo. E' prevista la realizzazione del "Museo del Ghiaccio" (assistito da contributo statale), con spazi collaterali adibiti a servizi congressuali ed attività ludico ricreative e di ristorazione. Dovrà essere attuato il potenziamento dei parcheggi con formazione di posti auto interrati e la razionalizzazione - adeguamento di quelli esistenti "a raso". Dovrà essere riqualificata l'area limitrofa comprendente campi da tennis - calcetto e relativi spogliatoi». |
| vedi anche: http://www3.varesenews.it |
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| CASA BOCCACCIO: PARTE IL CANTIERE DEI RESTAURI |
| 24-04-2006 |
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La Casa di Giovanni Boccaccio, nel borgo medievale di Certaldo, sta iniziando in questi giorni il suo percorso di rinascita, dal punto di vista architettonico, ma anche come spazio museale dedicato a Boccaccio e al Medioevo, in quella che fu la dimora e l'ultimo riposo, nel dicembre 1375, del celebre letterato autore del Decameron.
Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, Soprintendenza ai Beni Architettonici di Firenze e Comune di Certaldo hanno aperto in contemporanea due cantieri per il recupero di questo immobile, di proprietà del Demanio dello Stato, il cui possesso è stato ottenuto lo scorso anno dall'Ente Boccaccio proprio per agevolare i lavori di recupero: i cantieri sono uno per l'adeguamento impiantistico e la messa in sicurezza (stanziati dal Comune 25.000 euro); l'altro per il ripristino delle coperture del tetto (intervento della Soprintendenza stimato in circa 100.000 euro). Sono inoltre già pronti i progetti per la nuova scala di accesso alla torre e per il nuovo allestimento museale della Casa e dei locali attigui, ma per questi la copertura finanziaria è legata alla conferma di partecipazione di alcuni importanti istituti bancari.
L'Architetto Massimo Gennari, presidente da quattro anni dell'Ente Nazionale G. Boccaccio (fondato nel 1957), insieme al conservatore della casa architetto Nevio Vanni ed al vicesindaco Francesco Betti, hanno presentato oggi, di fronte ai ponteggi già montati, i lavori di recupero, la tempistica prevista ed il senso di questa operazione che vede anche Comune di Certaldo ed Ente Boccaccio, deputati finora alla valorizzazione del patrimonio culturale, nel ruolo di promotori attivi del recupero materiale dell'immobile.
"I lavori, annunciati per inizio 2006, partono adesso perché era fondamentale aprire insieme i due cantieri - spiega il Presidente Gennari - per questo ci sarà uno slittamento nel termine dei lavori, previsto comunque entro l'anno. L'obiettivo prioritario - dice Gennari - non è quello di riaprire la Casa un mese prima, ma anzitutto di risolvere definitivamente problemi architettonici nati molti anni fa e destinati a ripresentarsi ciclicamente, poi di realizzare un nuovo allestimento della biblioteca ed un percorso museale che, sfruttando gli attigui locali di Palazzo Stiozzi Ridolfi e del Giardino stesso della Casa, permettano a Casa Boccaccio di diventare un museo ed un centro culturale a tutti gli effetti. Per questo - conclude Gennari - contiamo di integrare in questi mesi gli interventi di somma urgenza con il rifacimento della scala che porta alla bellissima torre panoramica ed il nuovo allestimento museale, progetti questi ultimi già su carta e per i quali siamo in contatto con importanti istituti di credito".
L'obiettivo finale è quello di avere, entro il 2007, anno del cinquantennale di fondazione dell'Ente Boccaccio, una Casa che sia non solo sede dell'omonimo Ente e museo dedicato al grande novelliere, ma anche museo tematico sulla cultura del Medioevo, centro di divulgazione e promozione culturale. |
| vedi anche: http://www.nove.firenze.it |
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| ROMA - L'INTERVISTA A MEIER.«LA MIA TECA DI LUCE RESISTERÀ ALLE POLEMICHE» |
| 24-04-2006 |
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Roma - l'Intervista a Meier.«La mia teca di luce resisterà alle polemiche»
Di Giuseppe Pullara Architetto Richard Meier, ci vuole presentare la «sua» Ara Pacis? Cosa ispira il progetto? «Sono stato molto attento a creare un rapporto tra vecchio e nuovo, tra opera e contesto. Tra gli elementi naturali, come la luce, i colori, gli alberi, e ciò che invece è fatto dall'uomo. L'architettura è statica ma deve riflettere le dinamiche naturali, i cambiamenti della luce e dei colori durante il giorno, nel corso delle stagioni: questo vuole esprimere l'edificio, pensato per accompagnare via via, in una sequenza di luce diversa, il visitatore ad ammirare l'Ara di Augusto». Il museo non è allineato sul profilo di via Ripetta, sporgendone in modo evidente. Ha rotto un equilibrio: l'ha fatto apposta? «Mi è stato detto di conservare la scritta delle Res Gestae. Così ho dovuto inglobarla nell'edificio, spostandone in fuori il profilo». Perchè ha scelto questa scala nel dare le dimensioni al museo? Alcuni dicono: è bello, ma troppo grande. «E' semplice: mi sono rifatto alle dimensioni dell'Altare. Bisognava creare uno spazio in perfetta proporzione. Ma è anche vero che alla fine si tratta di una valutazione del tutto soggettiva». Quali cambiamenti ha apportato al progetto originale, oltre l'eliminazione del «muro» di fronte alla chiesa? «Il muro era pensato per separare lo spazio del museo e della piazza dal traffico del Lungotevere. So che il problema sarà risolto con un tunnel, che consentirà la creazione di uno spazio continuo tra la piazza e il Tevere. Sarà terrific !». Perchè pretende che il segno verticale sulla scalinata sia un monolito? Perchè non ha accettato che sia composto da più parti? «Poteva essere una colonna, ma non si è trovata delle dimensioni giuste. Si tratta di un segno che simboleggia l'essenzialità, e quindi non puo' che essere un monolito, come gli obelischi». Lei ha uno stile architettonico inconfondibile. Questo suo museo romano cos'ha di particolare rispetto alle altre sue opere? «In tutti i miei lavori esiste un rapporto tra spazio aperto e spazio chiuso, risolto con la trasparenza che consente il passaggio della luce all'interno degli edifici. In questo caso, mi sono impegnato a rispettare in modo particolare il valore dell'Altare avvolgendolo in una aura luminosa appropriata. Inoltre, ho voluto accompagnare la 'passeggiata' del visitatore verso l'Ara con un'intensità di luce diversa». Le grandi vetrate sono segnate da elementi orizzontali frangisole. Funzionali o anche decorativi? «Sono necessari per formare ombra, ma devo dire che creano anche un effetto di profondità nella vetrata liscia. Come le facciate dei palazzi, qui a Roma, con gli sbalzi delle finestre, i cornicioni». I suoi edifici hanno spesso coniugato linea e curva. Lo ha fatto nella chiesa di Tor Tre Teste, non qui. Perchè? «La curva socchiude uno spazio, invita al raccoglimento. Va bene per la chiesa, qui non ce n'è bisogno. Eppoi con il gigantesco cerchio del mausoleo di Augusto di fronte è impossibile tracciare qualsiasi altra curva». La geometria per lei è quasi un'ossessione. In questo museo perfino il taglio del travertino evidenzia l'incrocio delle linee. «La geometria crea un rapporto tra gli elementi architettonici. E aiuta l'uomo a porsi in relazione con l'edificio che ha davanti». Ha avuto problemi con il committente dell'Ara Pacis? «E'un grosso committente, il Comune di Roma. Trattare con un ente pubblico è diverso che lavorare per un privato anche se si tratta di un'opera cento volte maggiore come il Getty Center di Los Angeles». Le è mai capitato di 'inaugurare' uno stesso lavoro due o tre volte? (ride)«Veramente no, succede solo in Italia». Dell'architettura di Roma cosa la colpisce di più? «La sua stratificazione di stili. E la ricchezza della scala dei suoi spazi. Rispetto a Parigi, Roma è molto più adatta alla dimensione umana». Quale edificio preferisce, qui a Roma? «Sant'Ivo alla Sapienza. Per i rapporti tra le sue parti, per il movimento creato all'interno, per la sua scala volumetrica». Lei è l'architetto della luce, che tratta come un materiale da costruzione. Come l'ha usato all'Ara Pacis? «Come elemento che accompagna il visitatore a vedere l'Altare». Il travertino: l'ha utilizzato al Getty Center di Los Angeles e qui. Come mai questo legame? «Semplice: a LA mi è stato detto che non potevo usare il colore bianco, per una norma edilizia. Allora ho scelto una pietra che non è un semplice rivestimento: ha una forte espressione, profondità, è luminosa. In questo museo l'ho utilizzata perchè il travertino è il marmo di Roma». C'è una differenza tra la luce di LA e quella di Roma? «Quella di Los Angeles è tagliente, forte. Qui c'è una luce calma, tranquilla». La sua chiesa a Tor Tre Teste ha raccolto solo consensi. L'Ara Pacis, invece, molte polemiche. Perchè? « La chiesa è in periferia, non interessa a nessuno. E poi il committente è il Vaticano: qui chi osa toccarlo? Il museo cambia gli equilibri in una zona del centro storico, e ogni cambiamento è accolto da polemiche. Questo edificio dice che Roma non è solo passato, ma anche presente e futuro». Perchè lei preferisce progettare musei? «Perchè sono spazi pubblici, perchè amo l'arte che contengono. Anche se mi chiedessero di progettare una scuola lo farei volentieri: infatti amo i bambini». Lei ama molto Borromini. Se ne vede traccia nella sua chiesa romana. Non qui. Perchè? «Borromini porta il pensiero e lo sguardo verso l'alto, fisicamente e spiritualmente. Nel museo si deve guardare dritto». Come gli architetti del gotico, lei usa strutture essenziali e grandi vetrate. Le piace considerarsi un neo-gotico, un mistico? «Lascio questa definizione agli storici di architettura. Mistico? Forse: amo la luce, e Dio è luce». Quando progetta, si preoccupa di lasciare il suo segno o pensa a chi userà il suo edificio? «Penso all'uso che la gente farà del mio lavoro. Per questo cerco di dare una scala umana agli spazi che disegno». Che responsabilità ha l'architettura nei confronti della società? «Deve rispettare la funzione che è assegnata all'oggetto architettonico. Ma poi bisogna andare oltre: l'opera deve anche essere bella». La teca di Morpurgo che avvolgeva l'Ara Pacis è durata 60 anni. Quanto durerà il suo museo? «Almeno altrettanti. Ma spero di più». Un candidato sindaco della destra, Gianni Alemanno, ha detto che se vince farà spostare la «sua» Ara Pacis in periferia, per sanare la ferita inferta alla città storica. Che dice, Meier? «Che devo dire? Spero che vinca Veltroni, che oltre tutto è un buon sindaco». |
| vedi anche: http://www.corriere.it |
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| GUBBIO: CONVEGNO SUL RESTAURO DEL BARGELLO |
| 24-04-2006 |
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| Si terrà sabato 29 aprile alle ore 10 al Centro Servizi S. Spirito la presentazione dei lavori di restauro del "Palazzo del Bargello", che hanno riportato all'antico splendore la residenza. L'incontro è promosso dal Comune in collaborazione con "Lions Club Gubbio Piazza Grande", Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, "Societa' Balestrieri Gubbio". L'incontro inizierà con i saluti di Orfeo Goracci sindaco di Gubbio, Carlo Colaiacovo presidente "Fondazione Cassa di Risparmio" , Anna Maria Scavizzi presidente "Lions Piazza Grande" e Ubaldo Orlandi presidente "Società Balestrieri ". Interverranno con relazioni dettagliate Bruno Cenni sul tema "L'evoluzione urbana della città di "eugubino" tra medioevo e rinascimento" e Alessandro Bazzoffia che parlerà de "Il restauro del Palazzo del Bargello a Gubbio: un'esperienza di recupero e conservazione in una residenza nobiliare del ‘300". Il palazzo detto "del Bargello", situato all'inizio di via dei Consoli in uno degli angoli più suggestivi e visitati della città, è stato restituito al suo originario splendore grazie alla sinergia tra pubblico e privato. L'operazione, nata da un accordo tra l'amministrazione comunale e il "Lions Piazza Grande", aveva già promosso il restauro della prospiciente fontana "dei matti", attivando finanziamenti appositi della Fondazione Cassa di Risparmio, un soggetto economico particolarmente attento ai valori di restauro, arte e cultura della Regione Umbria. L'intervento, realizzato dalla ditta "Pierotti Carlo" di Gubbio, con maestranze altamente qualificate in gran parte formate dall'Istituto d'Arte di Gubbio, ha riguardato il miglioramento strutturale dell'intero immobile, compreso il rifacimento del tetto, i servizi igienici, le reti elettriche e idriche, nonché la ripulitura delle facciate e delle parti lignee. Il progetto architettonico è dell'architetto Alessandro Bazzoffia, quello strutturale dell'ingegner Francesco Pes, e di entrambi è stata la direzione dei lavori. Il Bargello, anche se non è legato secondo recenti ricostruzioni storiche, alla vita pubblica della città, è una pregevole testimonianza architettonica, finemente lavorata dagli scalpellini dell'epoca. Perciò il lavoro di restauro ha richiesto particolare cura. Il Palazzo si sviluppa su quattro piani, e rispecchia lo standard della casa eugubina medievale. |
| vedi anche: http://www.tuttogubbio.it |
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