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ENEL: CON "RINNOVA", PREMIATE LE MIGLIORI TESI SU FONTI RINNOVABILI
19-07-2006
 
Valorizzare i progetti delle nuove generazioni di laureati e sostenere le idee innovative per i sistemi di sviluppo energetico sostenibile. Sono questi gli obiettivi del Premio Rinnova 2006, il concorso per premiare le migliori tesi di laurea specialistiche nel campo delle fonti rinnovabili di energia, promosso da Enel, Legambiente, Giovani Imprenditori di Confindustria, Kyoto Club e Il Sole 24 Ore. I sette vincitori del concorso, uno per ogni fonte di energia rinnovabile (solare, eolico, idroelettrico, geotermia, biomasse, idrogeno ed efficienza energetica), si sono aggiudicati una borsa di studio del valore di duemila euro e uno stage di tre mesi in una realtà produttiva italiana coerente con l'argomento della tesi; per l'autore della tesi giudicata la migliore in assoluto lo stage si svolgerà a San Josè in Costa Rica, presso la sede di Enel Latin America. Altissima la partecipazione, con 366 iscrizioni provenienti da 40 università italiane. La cerimonia di premiazione, tenutasi oggi presso il Centro Congressi Enel, è stata l'occasione per riflettere sul ruolo dell'innovazione nello sviluppo delle energie rinnovabili, nel corso di una tavola rotonda alla quale hanno preso parte anche il Sottosegretario al Ministero dell'Innovazione e della Ricerca Scientifica on. Luciano Modica e il Presidente della Commissione Ambiente della Camera on. Ermete Realacci. "Enel è uno dei maggiori produttori mondiali di energia da fonti rinnovabili con 19.000 MW di potenza installata - afferma l'Amministratore Delegato, Fulvio Conti - E intendiamo crescere ancora: abbiamo in programma investimenti per 2,3 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, in Italia e all'estero. L'eolico, il mini-idroelettrico, il solare e le biomasse hanno un ruolo fondamentale nel piano di riconversione che abbiamo avviato per rendere più efficiente e compatibile con l'ambiente il nostro parco centrali. Una volta completato, Enel genererà con queste fonti prive di emissioni un terzo della sua energia. Ci auguriamo che si possa intensificare il dialogo tra industria, associazionismo e forze politiche per andare avanti su questa strada e superare alcuni ostruzionismi di istituzioni e comitati locali". (AGE)
Da: Agenzia Giornalistica Europea
vedi anche: http://www.agenews.eu
 
ANCHE A VENEZIA È NATA LA CASA DELL'ARCHITETTURA
18-07-2006
 
L'Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia, ha istituito la Casa dell'rchitettura (Cd'), un laboratorio per la divulgazione e la promozione della cultura Architettonica, con lo scopo di indagare l¹ambiente professionale come "luogo d'incontro" delle diverse generazioni di architetti, attraverso iniziative che esplorino particolarmente la realtà del "fare architettura" oggi.
La Cd'A presenta la prima importante iniziativa inserita nel proprio programma biennale 2006

Il primo evento organzzato è la Mostra d'Architettura:
Exposicion "Sevilla 1995-2005"

Dal 1 luglio al 15 agosto 2006 presso:
Museo Villa Nazionale Pisani - Stra [Venezia]
Da: archiworld.it
vedi anche: http://www.ve.archiworld.it
 
MARMOMACC - LA PIETRA: DALLA PROMOZIONE AL MARKETING
18-07-2006
 
La pietra: dalla promozione al marketing Marmomacc con il sostegno di Pietra Naturale ha organizzato lo scorso 7 luglio il convegno "La pietra: dalla promozione al marketing", a Villa Amistà, a Corrubbio di San Pietro in Cariano (Vr). All'importante appuntamento sono intervenuti l'architetto Boris Podrecca dell'Università di Stoccarda e il professore Alfonso Acocella della facoltà di Architettura di Ferrara. L'obiettivo dell'incontro è stato quello di affrontare il settore delle pietre da un punto di vista fondamentale, ovvero quello della comunicazione, un inedito approccio della produzione verso il mondo degli architetti, dei designer d'interni e dei destinatari finali dei prodotti.
Durante la serata sono stai assegnati alcuni premi Mastri della Pietra a personalità che si sono distinte nel settore lapideo. Tra i premiati anche due affiliati di Pietra Naturale, Fabrizio Palla dell'azienda Savema e Rosy Bernardini di Travertini Giansanti.
 
BOLOGNA: PRONTO IL BANDO PER REALIZZARE 3000 NUOVI ALLOGGI
18-07-2006
 
Abitazioni a elevato risparmio energetico, limitazione nell'impiego di nuovo territorio e un modello che premia gli interventi realizzati da Comuni associati tra loro.
Sono queste le linee principali del bando, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta della Regione, per realizzare il programma di edilizia agevolata convenzionata di 3000mila alloggi per l'affitto e la proprietà a canoni e prezzi più bassi di quelli di mercato.
Ora gli enti locali emiliano-romagnoli, le cooperative e le imprese di costruzione avranno tempo fino al 4 dicembre per presentare le domande alla Regione e concorrere alla realizzazione degli alloggi. Il bando sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale del 14 luglio.
"Nella selezione degli interventi - spiega l'assessore regionale Luigi Gilli - attribuiremo un peso rilevante al contenimento dei costi di realizzazione. Un grande rilievo abbiamo assegnato anche all'applicazione di tecniche volte al risparmio energetico e rispettose dell'ambiente. Puntiamo, inoltre, a far assolvere a questo programma un compito di incentivo al ricorso ad accordi tra soggetti pubblici e privati premiando chi ricorre alla finanza di progetto. Non da ultimo, incentiveremo i Comuni a realizzare interventi in forma associata".
Gli interventi devono essere realizzati nei Comuni classificati ad alta tensione abitativa e nelle aree dei piani di recupero e dei programmi di riqualificazione urbana già definiti. I cittadini interessati ad ottenere una casa in affitto o ad acquistarla, agli inizi del prossimo anno, dovranno rivolgersi ai Comuni, alle imprese ed alle cooperative che avranno ricevuto i finanziamenti della Regione.
Per il 2006 sono già stati stanziati 55 milioni di euro, allocati in un apposito fondo di rotazione. Le risorse sono destinate all'abbattimento dell'onere per interessi sui mutui agevolati contratti con uno degli istituti di credito convenzionati con la Regione Emilia-Romagna: la restituzione rateale delle risorse tornerà ad alimentare il fondo creando un circolo virtuoso.



Cosa prevede il bando
Il bando prevede un punteggio più elevato per quegli interventi che prevedono l'applicazione di tecniche volte al risparmio energetico: l'installazione di impianti per la riduzione del fabbisogno di energia primaria, il riscaldamento con centrale termica a biomassa o il riscaldamento e raffrescamento a pompa di calore geotermica, l'installazione di impianti centralizzati di riscaldamento e produzione dell'acqua calda e distribuzione a tutti gli alloggi con dispositivi di contabilizzazione autonoma per singola unità abitativa. Si premia anche l'utilizzo di energia solare per il riscaldamento dell'acqua dell'impianto igienico sanitario, dimensionato in modo da coprire l'intero fabbisogno dell'edificio nel periodo in cui l'impianto di riscaldamento è disattivo, nonché i sistemi di controllo dell'apporto energetico da soleggiamento estivo e di ventilazione naturale. Sarà valutata positivamente anche la riduzione del consumo di acqua potabile e il recupero delle acque meteoriche provenienti dalle coperture.
Inoltre il programma privilegia gli interventi destinati alla locazione ai quali è riservato il 65% delle risorse di cui è dotato il fondo, cioè 35 milioni e750mila euro, mentre il restante 35%, cioè 19 milioni e 250mila euro, è destinato a finanziare la realizzazione di case da cedere in proprietà.
Per garantire una distribuzione territoriale equilibrata delle risorse, il 75% è ripartita tra le province, secondo percentuali concordate con i tavoli provinciali di concertazione sulle politiche abitative. Saranno finanziati, attraverso il fondo di rotazione, nella misura massima del 50% gli interventi di nuova costruzione e del 60% gli interventi di recupero.
L'importo massimo del mutuo agevolato non può eccedere i 120mila euro per gli alloggi destinati alla locazione permanente, i 110mila per quelli destinati alla locazione a termine e i 100mila per quelli destinati alla proprietà.
Da: romagna oggi.it
vedi anche: http://www.romagnaoggi.it
 
MINISTRO BENI CULTURALI RUTELLI: 1500 RESTAURATORI LAVORANO IN NERO!!
18-07-2006
 
In Campania sono circa millecinquecento i lavoratori e le lavoratrici che operano nel settore del restauro artistico e dell'archeologia, che si sono formati presso le scuole private, università pubbliche, Accademie delle Belle Arti ed in maggioranza nei cantieri e nei laboratori. Il 90% dei lavoratori sono donne,. L'età media è di 32 anni. Sono operatori lapidei, restauratore di quadri, affeschi, monumenti. Ma anche restauratori di mobili antichi, addetti alle botteghe del restauro. Figure altamente specializzate che hanno particolari conoscenze tecnico-scientifiche e un patrimonio culturale di tutto riguardo che da anni sono fuori dal mercato del lavoro. I più fortunati sono costretti ad operare nella precarietà senza diritti e senza dignità. Nei cantieri di restauro artistico non vengono rispettate le normative economiche ed i diritti previsti dal contratto nazionale di lavoro dell'edilizia e dal verbale di stipula del 31 Maggio 2005(parte integrante del contratto nazionale di lavoro). I lavoratori e le lavoratrici sono costretti a stipulare contratti di formazione, di consulenza, e a progetto. Con i decreto Legislativo n.156 del 24 marzo 2006 è stato istituito apposito "elenco dei restauratori" che ovviamente non è un albo ma una mera lista di imprese che ogni soprintendenza inserisce tra i "preferiti" di ogni settore cui affidare lavoro di importo inferiore a quello richiesto dalla legge Merloni. Si tratta infatti di liste locali di imprese di "fiducia". Fino ad oggi i lavori di restauro artistico sono stati affidati dalle Soprintendenze sono affidate con il meccanismo della "trattativa privata" con il massimo ribasso con effetti negativi per quanto concerne la qualità dell'intervento sull'opera d'arte. Un meccanismo poco trasparente in quanto il numero elle imprese chiamate a partecipare è molto ristretto ed i nominativi delle imprese sono quasi sempre gli stessi.
E' ovviamente singolare che in un'Europa dove sono tutti d'accordo nel togliere gli albi professionali di categorie storiche, come notai ed architetti, si voglia far pensare a novità come questi elenchi che di fatto favoriscono solo un numero esiguo di lavoratori e lavoratrici. Infatti, da anni si è creata una realtà formativa e d'istruzione precostituita e mai smantellata; una realtà per lo meno discriminante che vede solo pochi eletti godere di tali benefici. Infatti vengono riconosciute come "scuole formazione" solo l'Istituto Centrale di Restauro, l'Opificio delle Pietre Dure, l'Istituto Venaria Reale, L'Istituto per l'Arte Lignea di Piacenza che sfornano solo venti diplomati, dei quali quali obbligatoriamente cinque stranieri. Chi si diploma in queste scuole ha un forte "potere contrattuale" in quanto può tranquillamente svolgere lavoro autonomo, crearsi un'impresa o beneficiare di livelli contrattuali e salariali superiori alla media. Invece, gli oltre millecinquecento lavoratori e lavoratrici campani che si sono formati lavorando nei cantieri o formandosi in altre scuole sono discriminati sia in termini contrattuali e non hanno la possibilità di accedere negli elenchi delle Soprintendenze.
I diritti individuali e collettivi dei lavoratori e delle lavoratrici sono continuamente violati. Le Soprintendenze nella qualità di enti appaltanti dei lavori non svolgono adeguatamente il ruolo di vigilanza e di controllo per l'applicazione del contratto nazionale di lavoro del settore dell'edilizia e delle leggi che tutelano la sicurezza antinfortunistica e l'ambiente del lavoro.
Il rischio di ammalarsi è piuttosto alto. I rischi più frequenti: problemi di vista, esposizione agli agenti atmosferici, lesioni traumatiche accidentali, azione irritante e tossica per l'uso delle sostanze utilizzate nel restauro, problemi di inalazione di polveri ambientali, contaminazione da funghi, bacilli, stafilococchi,rischi di infezione con uova di parassiti, spore di carbonchio, tetano, leptospira. Sono continuamente violate le norme che tutelano la maternità ed i diritti delle donne.La sicurezza rappresenta uno degli elementi di rilievo nell'attività dell'impresa di restauro. Il 72% dei restauratori campani dichiarano di avere subito l'incidente in cantiere, il 12% in laboratorio. Il restante 16% ha subito incidenti in entrambi gli ambienti di lavoro. La natura degli infortuni vede una preponderanza di lesioni da taglio(27%), da colpo(21%) e da sforzo(19%). La zona del corpo maggiormente interessata agli infortuni è la mano destra(31%), seguita dalla mano sinistra e dagli arti inferiori(17%), da occhi(13%), collo(9%). "I fattori più frequenti determinanti gli infortuni sono l'abitudine all'esecuzione del lavoro, il contatto con sostanze tossiche e soprattutto la carenze di strutture nel cantiere. Il tempo di lavoro a cavallo della pausa pranzo tenda a corrispondere alla fascia oraria più a rischio" La maggior parte degli infortuni si riscontra a metà giornata oppure dopo 2-4ore di lavoro. I disturbi maggiormente accusati sono quelli alle articolazioni(42%).
Sono necessari interventi di controllo e di vigilanza da parte dell'ispettorato del lavoro, delle Asl e della Guardia di Finanza per la tutela dei diritti contrattuali e sulla salute dei lavoratori ed ispezioni ministeriali presso le Soprintendenze per una verifica sui meccanismi di affidamento degli appalti.
Da: RESTAURO WORKERS
vedi anche: http://www.collettiv.....inapoli.blogspot.com
 
TESTO UNICO DELLE ESPROPRIAZIONI, INCOSTITUZIONALITÀ ART. 53, C.1, DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001, N.325
03-07-2006
 
Nella sentenza 11 maggio 2006 n. 191 la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 53, comma 1, del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 325 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilità - Testo B), trasfuso nell'art. 53, comma 1, del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità - Testo A), nella parte in cui, devolvendo alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a "i comportamenti delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti ad esse equiparati", non esclude i comportamenti non riconducibili, nemmeno mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere.
 
GIAPPONE, BIOETANOLO PER AUTO ENTRO 2030
14-06-2006
 
- TOKYO - Rivoluzione in vista per i carburanti per auto in Giappone. Il ministero dell'Ambiente ha pronto un piano per la conversione di massa alle benzine compatibili con il bioetanolo, da compiersi gradualmente entro l'anno 2030. Il provvedimento, che sara' inserito tra le misure per l'ecologia relative al Protocollo di Kyoto, e' stato reso noto a Tokyo da fonti ministeriali. Il nuovo tipo di carburante, chiamato in codice 'E10', sara' composto da una miscela di petrolio (90%) e bioetanolo (10%). Le stime ufficiali prevedono, a transizione ultimata, una riduzione di circa 10 milioni di tonnellate per le emissioni di anidride carbonica (CO2) in atmosfera. Il bioetanolo e' un alcool che viene estratto da alcuni tipi di piante, come canna da zucchero e mais. Durante la combustione produce un diossido di carbonio 'pulito', che non e' nella lista dei gas serra messi al bando dal Protocollo di Kyoto; viene invece considerato come riemissione di anidride carbonica gia' assorbita dalle piante, quindi perfettamente compatibile con l'ecosistema.

Il ministero dell'ambiente intende applicare le nuove misure dal 2008, per poi proseguire a tappe forzate fino alla scadenza ultima del 2030, anno in cui tutte le nuove vetture dovranno essere compatibili con le nuove benzine 'ecologiche'. Le auto attualmente in commercio sono in grado di utilizzare il carburante 'E3' (97% petrolio, 3% bioetanolo), ma di fatto tale offerta non e' presente sul mercato. La nuova benzina 'E10', assicurano i produttori, sara' invece disponibile al dettaglio entro il 2020. Il Giappone ha da tempo avviato una decisa politica per diminuire le emissioni di gas nocivi in atmosfera. I trattati di Kyoto impongono una riduzione delle emissioni di diossido di carbonio pari al 6%, rispetto ai livelli registrati nel 1990, tra il 2008 e il 2012. Per ottenere questi risulati, il governo nipponico gia' dal prossimo anno sara' costretto a rivedere le stime per la riduzione degli agenti inquinanti. L'amministrazione di Tokyo, metropoli che conta circa 10 milioni di abitanti e altrettanti pendolari ogni giorno, dal 2003 ha adottato la normativa in materia piu' severa al mondo: tra le varie direttive, severo innalzamento dei limiti di legge per le polveri sottili e divieto assoluto di transito per i vecchi autobus e camion diesel, primi responsabili nelle emissioni di particolato (causa di cancro e numerose malattie respiratorie). Mentre le autorita' nipponiche si impegnano per raggiungere l'obiettivo di una benzina 'pulita' solo al 10%, la Toyota, secondo produttore di auto al mondo, ha gia' pronta una vettura che utilizza carburante basato al 100% su bioetanolo. La commercializzazione, prevista per la primavera del 2007, avvera' per adesso solo in Brasile, paese in cui la benzina ecologica e' molto popolare e facilmente reperibile sul mercato.

Fonte ansa
 
XIV CONCORSO SISTEMA D'AUTORE METRA
13-06-2006
 
Il Lago d'Iseo è lo scenario prescelto da Metra per la cerimonia di premiazione dei vincitori della XIV edizione del Concorso "Sistema d'Autore", che si è svolta venerdì 9 giugno all'hotel Iseo Lago.
Sei le sezioni del Concorso (Facciate continue, Porte e Finestre, Persiane, Altre Realizzazioni, Estero e Menzione Speciale, categoria introdotta nel 2004 che premia i progetti realizzati con profilati speciali) per un totale di 29 progetti vincitori, in Italia e all'estero.
Anche in questa quattordicesima edizione il Concorso "Sistema d'Autore" Metra si conferma come immagine rappresentativa delle capacità costruttive delle molte e diversificate realtà che compongono il mondo dell'edilizia e dell'architettura, non solo in Italia.
Fra i 29 lavori premiati, oltre a progetti di particolare complessità costruttiva quali le due opere lombarde di Vittorio Gregotti e i due grandi centri commerciali con estese superfici vetrate in facciata e in copertura, anche realizzazioni che reinventano l'involucro, come la Base 7 Team Luna Rossa a Valencia di Renzo Piano, oppure casi di recupero conservativo, come l'ex Borgo Wuhrer in provincia di Brescia, e molti interventi di edilizia residenziale, soprattutto unifamiliare, distribuiti in tutto il territorio nazionale.
A dimostrazione che al di là dei grandi numeri e delle opere emblematiche per soluzioni innovative, da sempre presenti al concorso Metra, è "l'edilizia minore" ovvero l'edilizia residenziale privata che meglio evidenzia il modo di costruire nel nostro paese e quanto l'impiego dell'alluminio possa incidere sulle scelte legate al miglioramento della qualità della vita negli ambienti abitativi e di lavoro.
Nato nel 1991, il concorso continua a riscuotere un grande consenso: alle 358 realizzazioni finora premiate, su un totale di oltre 3000 progetti partecipanti a fine 2005, si aggiungono le 29 opere dell'edizione di quest'anno, fra cui tre Menzioni Speciali: Gresham Street a Londra, 7 World Trade Center a New York e il Parlamento Europeo di Strasburgo.
Dettagli sui progetti vincitori presto disponibili sul sito della Metra www.metra.it e sulle nostre riviste.
 
FOTOVOLTAICO: CHIARIMENTI DAL GNTR
12-06-2006
 
Il Grtn - Gestore del sistema elettrico- pubblica online tutta la documentazione necessaria per la domanda, insieme alla "Guida alle Comunicazioni Successive all'Ammissione alle Tariffe "
In particolare la Grtn precisa per ciascuna delle tre categorie di impianti ammessi alla incentivazione il momento in cui deve essere comunicata la data di entrata in esercizio dell'impianto. E quello in cui deve essere inviato il progetto definitivo dell'impianto fotovoltaico, e cioè nei termini previsti dalla delibera 40/06. incentivanti".
In base al DM 6.2.2006 le domande potranno essere inoltrate al GRTN nel periodo intercorrente tra il 1° e il 31 marzo, tra il 1° e il 30 giugno, tra il 1° e il 30 settembre e tra il 1° e il 31 dicembre di ciascun anno con una delle seguenti modalità:
· a mezzo di plico raccomandato con avviso di ricevimento
· tramite posta celere, posta prioritaria o ordinaria
· tramite consegna a mano
· tramite corriere
Le domande che saranno inoltrate al GRTN al di fuori dei periodi indicati non saranno prese in considerazione e dovranno essere ripresentate. Ogni plico dovrà contenere una sola domanda.

Le domande verranno esaminate alla fine del trimestre di competenza in funzione della:
· data di invio nel caso del plico raccomandato con avviso di ricevimento o di posta celere;
· data di arrivo del plico al GRTN quando questo viene consegnato a mano o tramite corriere o posta prioritaria o ordinaria.
La registrazione delle domande viene effettuata dall'Ufficio Protocollo del GRTN in base alla data di arrivo dei plichi al GRTN assegnando alla domanda un numero progressivo identificativo in base all'ordine cronologico di arrivo della domanda stessa (ora, giorno e mese). In particolare alla domanda di incentivazione devono essere allegati, pena la non ammissione alle tariffe incentivanti, gli elaborati e le dichiarazioni elencati nel Allegato A contenuto nella delibera 40/06 del 24 febbraio 2006 . Testo coordinato delle integrazioni e modifiche .Alle domande riguardanti gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 50 kW e fino a 1000 kW deve essere allegata una busta chiusa e sigillata contenente l'offerta economica relativa al valore della "tariffa incentivante" richiesta dal soggetto responsabile, ai sensi dell'articolo 7 del DM. Sulla busta dovrà essere riportata la denominazione dell'impianto e la seguente intestazione:
· Incentivazione impianti fotovoltaici ai sensi dei DM 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006: Offerta economica.
A seguito dell'eventuale ammissione alle tariffe incentivanti, i soggetti responsabili sono tenuti ad inviare al GRTN alcune comunicazioni, corredate di specifica documentazione, relative alla realizzazione degli impianti fotovoltaici.
Per la preparazione della domanda di ammissione nonché per la predisposizione delle comunicazioni e della relativa documentazione post ammissione, sono disponibili i seguenti modelli e la "Guida alle comunicazioni successive all'ammissione alle tariffe incentivanti":

Per ulteriori informazione www.grtn.it
 
PRATO - IN ARRIVO 28 NUOVI TETTI FOTOVOLTAICI
10-06-2006
 
A Prato sorgeranno altri 28 'tetti fotovoltaici' in capo ad un anno e mezzo tra scuole e uffici comunali per produrre energia alternativa, risparmiare e salvaguardare l'ambiente avendo anche un notevole ritorno economico: sono 28 i fatti i progetti accolti su 28 proposte presentate dal Comune di Prato per il bando ministeriale 'Conto energia', per l'incentivazione dei sistemi fotovoltaici con una remunerazione per tutti i kilowatt/ora prodotti dagli impianti ad enegia solare per 20 anni e la conseguente diminuzione della bolletta dell'Enel. Quindi incentivi da una parte e risparmio e guadagno dall'altra. Il progetto è stato presentato stamattina in Palazzo comunale dagli assessori all'Ambiente Camilla Curcio e ai Lavori pubblici Enrico Giardi, che hanno collaborato nell'iniziativa, il funzionario dell'Ufficio Ambiente Sergio Spagnesi e il responsabile dei progetti per gli impianti fotovoltaici per il settore Ambiente Giovanni Nerini.
I 28 nuovi impianti pratesi avranno una potenza di 20kWp ciascuno, per i quali il Gestore della rete di trasmissione nazionale, soggetto attuatore del programma Conto energia, pagherà una tariffa di 0,445 euro a kWh per lo scambio sul posto di energia, che si tradurrà in uno scomputo dell'energia prodotta sulla bolletta elettrica, oppure 0,460 se l'energia viene venduta alla rete. Se si pensa che il costo per gli utenti è di 0,15-0,18 euro a kW, le tariffe incentivanti sono il triplo. Più nello specifico, oltre all'incentivo il titolare dell'impianto usufruisce dei ricavi dell'energia venduta (0,095 euro/kWh) o appunto del risparmio sulla bolletta elettrica se utilizza l'energia sul posto (=,15-0,18 euro/kWh). In termini economici il Comune recupererà l'investimento di 4 milioni di euro nell'arco di nove anni e mezzo, dopodichè avrà un 'guadagno pulito': ognuno dei 28 impianti produrrà 26mila kWh (il costo per ognuno è 150mila euro) con una tariffa incentivante erogata ! dal Gnrt di 11.570 euro all'anno e un risparmio sulla bolletta di circa 4.000 euro per ogni plesso. In termini ambientali ogni impianto eviterà l'immissione in atmosfera di 455.000 kg di CO2, per un totale di 12.470 tonnellate all'anno, dato che le centrali elettriche sono alimentate con combustibili fossili che provocano inquinamento, mentre per i pannelli solari basta l'esposizione al sole. Questo senza contare che hanno una vita garantita di almeno 25 anni e bassissimi costi di gestione: «Gli obiettivi che raggiungeremo sono due - spiega l'assessore Curcio - da una parte il risparmio energetico e dall'altra lo sviluppo di energie altrrnative e rinnovabili per una città davvero ecosostenibile. Prato è l'unico Comune in Toscana a cui sono stati approvati tutti i progetti presentati: è importante per le istituzioni locali assumere una funzione di indirizzo per il mercato delle energie rinnovabili». Per la progettazione, affidata al lavoro comune dei due assessorati, occorre! rà un anno, dopodichè nell'arco di sei mesi saranno completate le proc edure di appalto: «E' un investimento che si ripaga da solo con il punto di pareggio economico entro nove anni - aggiunge l'assessore Giardi - che valorizza il patrimonio comunale e svolge anche un importante funzione didattica, oltre ad avere importantissimi vantaggi ambientali riscontrabili da subito».
Gli impianti fotovoltaici non sono una novità per Prato: i pannelli solari sono infatti già presenti nelle scuole Buricchi, Meucci, Badie e Toti (che presto si arricchirà anche di un impianto eolico). Presto gli impianti fotovolatici 'pubblici' a Prato saranno 32. Per le scelte legate al fotovoltaico l'assessorato all'Ambiente è già stato premiato infatti nel 2004 a Rimini nella manifestazione 'Ecomondo'.
Il Conto energia è già in vigore in Germania, Spagna e Austria, dove si è registrato uno sviluppo del mercato fotovoltaico superiore ad ogni aspettativa: la Germania, con un irraggiamento solare inferiore a quello italiano, è il secondo paese al mondo per installazione di impianti fotovoltaici dietro al Giappone. L'obiettivo strategico al 2015 per la capacità complessiva incentivabile è stato fissato in 1.000 Megawatt, dai 500 attuali
vedi anche: http://www.ilpunto-online.it
 
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