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ALABASTRO di VOLTERRA |
| CENNI STORICI L'alabastro, formatosi nel territorio volterrano durante il periodo miocenico era lavorato fin dall'età etrusco-romana e veniva usato in gran quantità per la produzione di urnette cinerarie, spesso di notevole valore artistico. Conobbe un primo periodo di grande fortuna con l'inizio del Medioevo e si esaurì quasi totalmente per rinascere soltanto verso la metà del cinquecento, quando i maggiori scultori dell'epoca lo "riscoprirono" per le sue eccezionali doti di lavorabilità, e ne fecero grande uso nelle realizzazioni di opere di particolare pregio come tabernacoli, vasi, candelieri, ecc., fino ai secoli successivi, la cui produzione si orientò verso articoli di uso comune. L'Alabastro (da non confondersi con l'alabastro calcareo d'Egitto) costituisce una forma particolare microcristallina del Gesso, solfato idrato di calcio di scarsa durezza (rigabile con l'unghia) la cui facile lavorabilità e trasparenza alla luce ne ha fatto la fortuna come pietra per la scultura e l'ornato fine di notevole pregio. CARATTERISTICHE TECNICHE Con il nome di Alabastro vengono generalmente indicate due varietà appartenenti a due distinte classi mineralogiche: una è costituita da solfato di calcio idrato (CaSO4 2h2O) , l'altra da carbonato di calcio (CaCO3), poliforme che, secondo le sue fasi cristalline, può presentarsi sotto forma di calcite e di aragonite. La prima classe costituisce l'Alabastro del volterrano o Alabastro gessoso, l'altra l'Alabastro calcareo (conosciuto anche sotto il nome di alabastro orientale). L'alabastro è una pietra candida talvolta venata, variamente opalina e molto più morbida del marmo, che si presta ad essere impiegata in lavorazioni ricche di dettagli ed in oggetti luminosi . Tra le sue diverse colorazioni naturali si distingue l'assoluta bianchezza e la perfetta trasparenza dell'alabastro chiamato scaglione, che viene estratto in profondità. Altre qualità di alabastro sono le pietre bianche, con le sue meravigliose venature trasparenti, e il bardiglio, pietra con venature più o meno accentuate sempre trasparenti, e le delicate agate di alabastro, traslucide e sfumate in calde tonalità di ambra. L'alabastro pesa, in genere, tra 2200 e 3000 Kg al metro cubo e la sua durezza è compresa tra 3 e 4 della scala Mohs. Il peso delle lastre varia dai 15 Kg fino ai 25/30 quintali. ZONA DI ESTRAZIONE L'alabastro viene estratto sotto forma di blocchi ovoidali in gallerie a profondità variabile da 50 a 280 metri sotto terra, situate a Castellina Marittima o in cave a cielo aperto nelle località di Pomarance, Gesseri , Ulignano e Volterra. USO PREVALENTE Scultura ed oggetti per l'arredamento : tavoli, lampade, cornici etc. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO: - Elenco generale dei volumi disponibili - FACCIATE DI PIETRA - IL MARMO... IERI ED OGGI - IL LINGUAGGIO DELLA PIETRA - MARBLE IN THE WORLD - LE SCRITTURE DELLA PIETRA. - PIETRE E MARMI ARTIFICIALI - Pietre e "marmi" di Firenze - Notizie storiche, antiche cave, genesi e presenza nei monumenti - LA PIETRA NELL'ARREDO URBANO PRODUTTORI E FORNITORI Inserisci qui il nominativo della tua Azienda
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